Occitano

Le varietà occitane sono parlate da circa 10-15.000 persone nelle valli piemontesi delle province di Cuneo e Torino comprese tra l’Alta Val di Susa (a nord) e la Val Vermenagna (a sud). Questo territorio rappresenta l’estensione orientale di una più vasta area che si estende attraverso l’intero meridione francese. Le varietà occitane parlate in Piemonte, localmente chiamate patois o parlar a nosto modo (‘parlare nella nostra maniera’), sono caratterizzate da una notevole variazione geografica: a causa della mancanza di un centro unificatore, non è mai emersa una varietà di riferimento (Rivoira 2024: 288).

L’unica testimonianza storica di un consistente impiego scritto dell’occitano è rappresentata dal corpus di testi valdesi risalenti al periodo tra il XV e XVI secolo e reperiti nell’area alpina di insediamento della minoranza religiosa. Tali testi furono redatti nella loro elaborata varietà linguistica, nota appunto come “valdese”.

In tempi più recenti, le iniziative di promozione e tutela promosse prima dalle leggi regionali e successivamente dalla Legge statale n. 482/1999, hanno portato ad un aumento dell’uso scritto dell’occitano, non soltanto nella produzione poetica, ma anche nella comunicazione web.

Il repertorio linguistico delle comunità occitanofone comprende, oltre alla varietà locale e all’italiano, anche il piemontese e, limitatamente alle valli della provincia di Torino, il francese, in particolare nelle Valli Valdesi (Val Pellice, Germanasca e bassa Val Chisone).

Codice ISO: 639-3 oci

Riferimenti bibliografici

Per approfondire

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