Vetrina delle lingue regionali del Nord Italia: vocali anteriori arrontondate

Le vocali si distinguono per numerosi tratti, i più importanti dei quali sono la posizione della lingua nella cavità orale (alto-basso, anteriore-posteriore) e l’arrotondamento delle labbra. Nella maggior parte delle lingue del mondo esiste una correlazione tra la dimensione anteriore-posteriore e l’arrotondamento delle labbra tale per cui le vocali posteriori sono arrotondate e le vocali anteriori non sono arrotondate (Ladefoged & Maddieson 1996, p. 292). La lingua standard italiana e quella slovena corrispondono a questa struttura tipologicamente dominante. Il tedesco e il francese standard, invece, distinguono fonemi vocalici anteriori arrotondati e non arrotondati, per esempio ted. küssen /kʏsən/ ‘baciare’ vs. Kissen /kɪsən/ ‘cuscino’. I dialetti e le lingue minoritarie dell’arco alpino italiano presentano sistemi vocalici che spesso differiscono da quelli delle lingue nazionali imparentate.

Tedesco-germanico: solo nel cimbro esistono vocali anteriori arrotondate e non arrotondate come nel tedesco standard, perché si sono conservate le vocali metafonizzate (con Umlaut) del medio alto tedesco. Un esempio è il pronome possessivo unser ‘nostro’, la cui vocale radicale in cimbro, diversamente dai dialetti alla base del tedesco standard, ha subito una metafonia analogica u > ü (foneticamente [y]) (cfr. Klein, Solms, Wegera 2018, p. 366), come si può sentire nella frase S17 Ognuno va per conto suo: noi con la nostra auto, voi con la vostra, in tedesco Jeder fährt alleine: wir mit unserem Auto, ihr mit eurem:

Cimbro (Luserna): Aniaglas geat selbart: biar pin ünsar auto, de åndre pin aür

(Rabanus et al. 2026: S17_cim_U0004)

Cimbro (Giazza): Onji uanz iz geat pa saine saite: barandre pit üsar auto, irandre khent pitu aur

(Rabanus et al. 2026: S17_cim_U0809)

Nessun’altra varietà storicamente tedesca dell’Italia settentrionale presenta vocali anteriori arrotondate (eccezioni sono alcuni dialetti della Valle Aurina e della Valle di Anterselva in cui queste vocali non sono, però, risultati dei soliti processi di metafonia, cfr. già Kranzmayer 1960, pp. 174-175). Anche in tirolese, mòcheno, sappadino, saurano e walser unser aveva subito una metafonia analogica. La vocale metafonizzata ü è però stata successivamente resa non arrotondata, quindi è diventata i.

Tirolese (Silandro, Val Venosta): Jeader fohrt alloan: mir mit inserm auto un es mit enkren

(Rabanus et al. 2026: S17_tir_U0684)

Mòcheno (Palù del Fersina): An jeden geat selbschtändig: wirondre pit n insere auto irondre pit n enkher

(Rabanus et al. 2026: S17_mhn_U1436)

Sappadino: An jeader geat selberscht: mir pit insere maschin und ir pit enkhra

(Rabanus et al. 2026: S17_plo_U0874)

Saurano: An jeader geat allane: bir mit inserder macchina ir mit airder

(Rabanus et al. 2026: S17_zah_U1671)

Walser (Formazza, Piemonte): Netweders äleinig: wir mit indscher auto un ir mit ewro

(Rabanus et al. 2026: S17_wae_U0038)

Walser (Gressoney-Saint-Jean, Valle d’Aosta): Wir gen sich selbsch: wir m indschi auto un ir mi owe

(Rabanus et al. 2026: S17_wae_U0290)

In timavese e nel tedesco della Val Canale, invece, la vocale radicale di unser non è mai stata metafonizzata ed è rimasta u come nel tedesco standard e nei dialetti carinziani, di cui queste due lingue minoritarie costituiscono la continuazione geografica diretta (cfr. Pohl 1989, pp. 46, 48).

TimaveseAnias geat alana, miar mit unsarn auto unt deis mit enckarn

(Rabanus et al. 2026: S17_tis_U0766)

Tedesco della Val Canale (Tarvisio): Jeder fährt für sich: mir mit unsern auto und ir mit aire

(Rabanus et al. 2026: S17_ktd_U1778)

I dialetti e le lingue minoritarie romanze vengono messi a confronto attraverso le parole per ‘frutta’ nella frase S04 La frutta l’hai già portata o posso portarla io? Il friulano e la maggior parte dei dialetti veneti e trentini coincidono con l’italiano standard nel senso che non hanno vocali anteriori arrotondate. Le parole fruta e pomis ‘frutta’ vengono pronunciate con le vocali posteriori arrotondate u e o.

Friulano (Tricesimo, provincia di Udine): Lis pomis lis atu già portadis o podìo portarlis jo?

(Rabanus et al. 2026: S04_fur_U1152)

Veneto (Treviso): La fruta a gatu sa portada o posso portarla mi?

(Rabanus et al. 2026: S04_vec_U0482)

Trentino (Predaia, provincia di Trento): La fruta l’as sa portada o la porti mi?

(Rabanus et al. 2026: S04_tre_U1733)

Nei sistemi vocalici di tutte le altre varietà romanze, invece, compaiono vocali anteriori arrotondate e non arrotondate, sebbene in modo diverso a seconda della lingua o sottovarietà.

Tra le varietà ladine, solo i dialetti della Val Badia in Alto Adige presentano vocali anteriori arrotondate (e anche la varietà di Moena in Trentino, ma solo con il suono [ø], cfr. Salvi 2020, p. 70). Che il contatto con il tedesco abbia avuto un ruolo è poco probabile, perché i dialetti tirolesi, le principali lingue di contatto, non possiedono affatto vocali anteriori arrotondate e queste mancano anche nel ladino gardenese, anch’esso parlato in Alto Adige (cfr. Casalicchio 2024, p. 84). Le altre varietà ladine coincidono con l’italiano per quanto riguarda l’associazione dei tratti ‘anteriore’ e ‘non arrotondato’. Nei seguenti esempi la vocale anteriore arrotondata ö, [ø] in trascrizione fonetica, si sente solo in badiotto; altrove compare sempre la vocale posteriore arrotondata u. Si noti che nel ladino dell’Alto Adige (badiotto e gardenese) per ‘frutta’ si usano forme del lessema di base verdura.

Badiotto (San Martino in Badia, Alto Adige): Ts tö bele tut lordöra cun te o dessi iö mla tó cun me?

(Rabanus et al. 2026: S04_lld_U0252)

Gardenese (Santa Cristina Valgardena, Alto Adige): Essa bel purtà pea versura o dess’ pa ie la purté pea?

(Rabanus et al. 2026: S04_lld_U0172)

Fassano (San Giovanni di Fassa, provincia di Trento): I fruc i asto portè tu o posse i portar gio?

(Rabanus et al. 2026: S04_lld_U0389)

Ampezzano (Cortina d’Ampezzo, provincia di Belluno): I frute i asto ormai portade o pode i portà iò?

(Rabanus et al. 2026: S04_lld_U0742)

Fodom (Colle Santa Lucia, provincia di Belluno): La fruta l’asto bele portada o posse la portà mi?

(Rabanus et al. 2026: S04_lld_U0494)

Nei dialetti lombardi e piemontesi, come più in generale nel galloromanzo, le vocali anteriori arrotondate ü [y] e ö [ø] sono molto diffuse, come ha già osservato Biondelli (1853, p. XLVIII): “La màssima parte dei dialetti gallo-itàlici ha comuni i suoni ü e ö affatto ignoti alle altre famiglie itàliche, la sola genovese eccettuata”. In alcuni dialetti sono addirittura considerate forme di shibboleth (per il mutamento [u] > [y] cfr. Rohlfs 1966, pp. 57-59).

Lombardo (Gazzaniga, provincia di Bergamo): La früta a l’e giammò portada pöde purtela me?

(Rabanus et al. 2026: S04_lmo_U1740)

Lombardo (Brescia): La früta l’e già portada o pöde purtela me?

(Rabanus et al. 2026: S04_lmo_U0393)

Piemontese (Borgosesia, provincia di Vercelli): La früta ma t’ei già purtala o pös purtela me?

(Rabanus et al. 2026: S04_pms_U1179)

Piemontese (Montà, provincia di Cuneo): La früta l’ati z-già purtala o pös purtela me?

(Rabanus et al. 2026: S04_pms_U1054)

Il francoprovenzale dispone dell’intero inventario delle vocali anteriori arrotondate come il francese, mentre nelle valli centrali dell’occitano compare come vocale anteriore arrotondata solo ü [y] (cfr. Rivoira 2024, p. 292).

Francoprovenzale (Aosta): La frütta t’a dza portoù-la o fa la portì me?

(Rabanus et al. 2026: S04_frp_U0861)

Francoprovenzale (Balme, provincia di Torino): La früta ‘t l’a già purtà o pö purtela me?

(Rabanus et al. 2026: S04_frp_U1396)

Occitano (Limone Piemonte, provincia di Cuneo): La früto l’as dzo pourtò o pö purtela me?

(Rabanus et al. 2026: S04_oci_U1352)

Per il resiano, nelle registrazioni audio di AlpiLinK si sente il suono [œ], per la parola ‘bambini’ nella frase S20 Alcuni bambini piccoli parlano ancora in dialetto, che nella lingua slovena standard è otrok e che Steenwijk (1992, p. 329) trascrive wotrók per il resiano di San Giorgio.

Resiano (San Giorgio, Resia, provincia di Udine): Kárje málo wotrök pravi šćalë́ pö nas

(Rabanus et al. 2026: S20_res_U1180)

Autore: Stefan Rabanus
Data di pubblicazione: 20 marzo 2026

Si ringraziano Sabrina Bertollo, Ilaria Driussi, Riccardo Ferracin, Alberto Ghia, Malinka Pila, Ruth Videsott e Francesco Zuin per consulenze relative alle trascrizioni.

Riferimenti

  • Biondelli, Bernardino (1970 [1853]): Saggio sui dialetti gallo-italici. Rist. anastatica dell’ed. Milano, 1853. Bologna: Forni.
  • Casalicchio, Jan (2024): Dialetti d’Italia: Trentino-Alto Adige. Roma: Carocci.
  • Klein, Thomas, Hans-Joachim Solms & Klaus-Peter Wegera (2018): Mittelhochdeutsche Grammatik. Teil II. Flexionsmorphologie. Band 1: Substantive, Adjektive, Pronomina. Berlino/Boston: De Gruyter.
  • Kranzmayer, Eberhard (1960): Die Sprachaltertümer in den Mundarten der Tiroler Hochtäler. In: Zeitschrift für Mundartforschung 27, 160-192.
  • Ladefoged, Peter & Ian Maddieson (1996): The Sounds of the World’s Languages. Oxford: Blackwell.
  • Pohl, Heinz-Dieter (1989): Kleine Kärntner Mundartkunde mit Wörterbuch. Klagenfurt: Heyn.
  • Rabanus, Stefan, Anne Kruijt, Birgit Alber, Ermenegildo Bidese, Livio Gaeta & Gianmario Raimondi (2026): AlpiLinK Corpus 1.2.1. In collaborazione con Paolo Benedetto Mas, Sabrina Bertollo, Serena Bissolo, Angelica Bonelli, Dario Capelli, Jan Casalicchio, Raffaele Cioffi, Patrizia Cordin, Silvia Dal Negro, Ilaria Driussi, Sara Erriu, Alexander Glück, Joachim Kokkelmans, Adriano Murelli, Andrea Padovan, Aline Pons, Matteo Rivoira, Marta Tagliani, Caterina Saracco, Alessandra Tomaselli, Ruth Videsott, Alessandro Vietti & Barbara Vogt. https://doi.org/10.5281/zenodo.15524879
  • Rivoira, Matteo (2024): L’occitano. In: Linguistik online 130/6, 281-307. http://dx.doi.org/10.13092/lo.129.11159
  • Rohlfs, Gerhard (1966 [1949]): Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti. Fonetica. Traduzione di Salvatore Persichino. Edizione riveduta dall’autore e aggiornata al 1966. Torino: Einaudi.
  • Salvi, Giampaolo (2020): Il ladino e le sue caratteristiche. In: Paul Videsott, Ruth Videsott & Jan Casalicchio (a cura di): Manuale di linguistica ladina. Berlino/Boston: De Gruyter, 67-108.
  • Steenwijk, Han (1992): The Slovene dialect of Resia: San Giorgio. Amsterdam/Atlanta, GA: Rodopi.